Uscita 4 del 19.3.2006: Col du Chaleby

Quest’anno la scelta delle gite rappresenta un difficile compito: non è ancora successo che si potesse comunicare la meta durante la consueta lezione del mercoledì sera in sede. Ogni volta la decisione è presa il sabato, dopo il solito consulto tra gli istruttori che sono andati in giro per i monti valutando le condizioni della neve. Il meteo poi non ha certo facilitato le cose.

Così, domenica mattina siamo partiti da Torino con un cielo plumbeo (era buio, è vero e si dormiva in piedi, ma credetemi sulla parola) con meta la Valle di Saint Barthelemy. Siamo arrivati a Lignan con una cappa di nuvole basse che faceva venire voglia di tornare a casa. Non fosse stato per la certezza di quello che ci aspettava al ritorno sul pullman c’era poco da stare allegri.

Ci siamo incamminati nella nebbia addentrandoci nel bosco, visibilità scarsissima ed un entusiasmo che si tirava fuori a malapena coi denti. Dopo un traverso “tecnico” percorso uno alla volta, dall’alto Livio parla di un promettente chiarore e ore 15… “Chissà cosa ha visto” commentano le retrovie. Poi, a quota 2500, d’incanto la foschia in pochi passi si dirada (bravo Livio!), lasciando davanti agli occhi una visione che definirei decisamente mistica: il fastidioso vagare nella nebbia senza apparente meta si trasforma in passo sicuro verso la vetta (…metafora di vita!) che sotto un sole meraviglioso si staglia davanti e sopra di noi in un candido cielo azzurro. L’ambiente si trasforma: un mare di nubi infinito sotto di noi che ti viene voglia di tuffarti dentro e le grandi montagne valdostane che emergono come immensi scogli dal mare di nubi.

Fantastico! In breve siamo al Col du Salve che lasciamo alla nostra destra e con gli ultimi sforzi raggiungiamo un vetta anonima sopra il Colle di Chaleby. Tutta la scuola è in vetta a godersi la beltà del posto. Il mare di nuvole non si muove, così la discesa diventa una specie di scivolo verso il mare nuvoloso sottostante in cui ripiombiamo, fortunatamente senza affogare! Gli allievi, ben istruiti, si comportano in modo davvero perfetto (complimenti a tutti): un lungo serpentone segue la “traccia controllata” aperta dal Diretur e senza intoppi, dispersi e contusi arriviamo a valle in un tempo record.

E qui elargisco altri e più sentiti complimenti agli allievi: nei pressi dei bagni pubblici di Lignan, si prepara l’ormai tradizionale e immancabile banchetto post gita. Sempre ottimo, sempre pantagruelico, sempre ricco di succhi d’uva, sempre irrinunciabile!

Viva gli allievi!

Vittorio

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