Uscita 4 del 16.3.2008: Monte Fourchon

Relazione by Vittorio
Davvero bellissima gita il Fourchon, una di quelle che si possono già chiamare “gite da omu”! Dislivello non da poco (1300 m), lungo tratto iniziale di avvicinamento, neve fresca da tracciare (per fortuna ci ha pensato Livio davanti), insomma c’erano tutti gli ingredienti per mettere alla prova la tenacia degli Allievi. Per gli Istruttori ovviamente è diverso, si è trattato di una gita di “riscaldamento”…

Nonostante il meteo della Valle d’Aosta prevedesse tempo da lupi, già prima di arrivare a S. Rhemy ampi sprazzi di azzurro coloravano un cielo ben augurante: non c’è nulla da fare, meteo swiss non sbaglia mai, infatti sabato pomeriggio le previsioni svizzere davano cielo sereno per domenica. Allora avanti, si parte lungo la strada innevata per il Colle del Gran S. Bernardo in un bellissimo ambiente imbiancato dalla nevicata della notte. Il sole scalda parecchio e l’euforia collettiva (ma quale…??) ci fa superare di un baleno il lungo tratto iniziale quasi pianeggiante.


Ma la montagna è una grande maestra e chi la conosce sa che non bisogna fare troppo i furbi (chi non lo sapeva ora lo sa…): quando arrivano i primi pendii seri molti si trovano i costosissimi sci ultra-light con un mostruoso zoccolo sotto le pelli che li rendono pesanti come gli antichi sci di frassino che usavano i nostri nonni; chissà se le pelli di vera foca di un tempo davano questi problemi! Ma la neve umida fa di questi scherzi e così chi va giù di sciolina, chi sbatte gi sci come un indemoniato su rocce o sul guard rail della strada e tutti a farsi un bel mazzo per spostare in avanti i macigni che ci sono sotto i piedi.

Ed è proprio qui che viene fuori la tenacia di cui sopra, si stringono i denti e la bella ed aguzza vetta del Fourchon sopra di noi ci dà la carica per continuare, aiutati anche dalla neve fresca e fredda che troviamo finalmente in quota e che non fa più lo zoccolo.


L’arrivo in punta è davvero suggestivo, non ci si sta in molti e la cosa rende tutto molto intimo. Che bello è condividere la gioia che dà la vetta. E’ proprio questo che crea legami saldi con i compagni di gita! Mi godo questi brevi momenti prima di lasciare il posto agli altri.

In breve il tempo gira al brutto e il cielo blu in pochi minuti diventa bianco e lattiginoso e fiocchi di neve cominciano a cadere dal cielo: ma che bello! Un po’ di neve non guasta mai, anche perché la visibilità è buona e sciare in 20 cm di poudre su fondo duro è davvero una roba bella!! Noi sciatori alpinisti ci accontentiamo di poco…

Manteniamo tutto il gruppone unito e in breve raggiungiamo il ripido canalone che abbiamo evitato in salita e che ora affrontiamo impavidi. Ogni tanto si vedono sci che prendono misteriosamente il volo seguiti dal loro conducente, ma con le gambe stanche ci sta anche questo.

Il santo patrono degli sciatori alpinisti è davvero magnanimo e così arriviamo tutti sani e salvi nei pianori in basso. La fatica si fa sentire, ma è anche utile perché nessuno ha la forza di lamentarsi della ricerca ARVA programmata, che viene svolta regolarmente senza i consueti colpi di mano e ammutinamenti.

Giunti al pullman la silenziosa presenza dei rappresentanti del GSA si fa decisamente più evidente: troviamo il tavolino già pronto con i cartoni di vino che spillano l’amato nettare, il pitale pieno di fantastiche acciughe al verde e il superlativo strudel di mele preparato da Andreas (se non lo fa bene un austriaco doc, chi lo può fare?). E’ un invito che cogliamo al volo ed è un piacere vedere i piatti preparati dagli allievi che si mischiano agli altri in un tripudio di dolce, salato, bianco e rosso: che formidabile giostra! … E per me è dolce naufragar in questo mare…

Rimane un dubbio: ma la scelta della gita così azzeccata è frutto delle doti taumaturgiche del Direttore o si tratta più semplicemente di una botta di c…?
Non so voi ma io sono certo che la risposta giusta sia la prima!

Altre foto sono disponibili come
Slideshow, a cura di Marco del Gruppo Sci Alpinistico, che oggi ci accompagnava.

Saluti a tutti!

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