SSA.1 Uscita 2 – 18 Gennaio 2026: TÊTE DE CRÉVACOL

Mais où sont les neiges d’antan?

«Dove sono le nevi di un tempo?».
Non è il lamento di uno sci alpinista francese per il riscaldamento globale. È il ritornello dalla Ballata delle dame del tempo che fu, scritta da François Villon, poeta francese del 1400.
Se voleste leggerla integralmente la trovate qui:
https://www.lestroverso.it/ballata-delle-dame-di-un-tempo-che-fu/

La struttura della ballata è semplice: alla domanda, ripetuta in ogni strofa, “dove sono finite le dame un tempo famose”, la risposta è sempre la stessa: «Dove sono le nevi di un tempo?».
La neve è eletta a esempio di caducità, di effimero, metafora di tutto ciò che si dissolve nel tempo: la bellezza delle dame, la gloria dei cavalieri, la giovinezza stessa, si sono sciolte come neve al sole, lasciando solo l’eco nella memoria.
Tema che si ritrova, con altri accenti, nel verso “Rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”, che chiude il romanzo “Il nome della rosa”, di Umberto Eco, e che al romanzo dà il titolo: di tutte le cose scomparse ci rimangono solo i nomi.
Il richiamo alla neve è evocativo, per noi che ci passiamo le giornate su quel manto che non solo – come ribadiscono in ogni occasione gli istruttori – cambia anche nella stessa giornata, ma ogni stagione è nuovo e si è formato in maniera diversa. Quando rifacciamo la stessa gita, le serpentine disegnate sui pendii, le guche con cui abbiamo colmato i dislivelli in salita, non sono più sullo stesso manto. E questo contribuisce a rendere il percorso più affascinante di un’autostrada…
Lo so, abbiamo iniziato volando alto, ma dovete capirmi: la Tête de Crévacol l’avevo relazionata come seconda gita del 2024, la trovate sul sito. Potevo copiare pari pari la relazione, e magari nessuno se ne sarebbe accorto… ma ho deciso di essere originale.

Purtroppo il rischio valanghe oggi è elevato, grado 4 su praticamente tutto il versante piemontese, e questo limita la fantasia nella scelta delle mete. Quindi si va sul sicuro.
La gita è priva di particolare fascino e slanci epici che entusiasmino il cronista: tempo uggiosetto, un millino scarso di dislivello senza strappi o difficoltà tecniche, ideale per impratichirsi con le inversioni e fare fiato e gambe.
Io adotto la mia classica condotta di gita: parto nel gruppo di testa e mi faccio superare da tutti; amici che non vedo da mesi, nuove conoscenze, mi affiancano, qualche chiacchiera, il racconto delle esperienze estive, dell’Africa che ho lasciato alle spalle una settimana fa e che porto nel cuore. E poi la faccia si trasforma in un culo, che si allontana…
Ritrovo tutto il gruppo compatto in punta, intorno al bivacco Leopoldo Deffeyes, a quota 2.599.

La discesa non è male, neve a tratti farinosa, peccato qualche folata di nebbia che ogni tanto riduce visibilità e godimento.
Si fanno i compiti con la ricerca Arva, e poi ricreazione con le libagioni.

Ormai da qualche anno nella prima relazione riporto alcuni dati statistici: alla scuola quest’anno sono stati ammessi 42 allievi; 26 uomini e 16 donne. Continua la prevalenza maschile, che purtroppo col passaggio dall’SA1 al corso avanzato SA2 negli ultimi anni si è incrementata drasticamente. Sono numeri sostanzialmente in continuità rispetto allo scorso anno. Ma le differenze vengono ora: età media circa 26 anni, l’altr’anno 30. I membri della generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) annoverano ben 26 esponenti, lo scorso anno erano 16, e mi parevano già tanti. Un assalto di giovani, il che non può che essere un’ottima notizia, se non fosse che me li vedrò schizzare accanto in salita ed in discesa come assatanati guerrieri masai…

Nota conclusiva: le iscrizioni si sono chiuse in 52 secondi. Manco il concerto di Vasco.
Tornando a Villon, le nevi di Crevacol si scioglieranno presto (speriamo non troppo presto). Le serpentine che abbiamo appena tracciato non esisteranno più, cancellate dal vento, dal passaggio altrui. Ma i ricordi no: e soprattutto per chi è agli esordi dell’avventura dello sci alpinismo e inizia ad essere conquistato da quel manto bianco che, pur fugace, regala attimi eterni.

Cavùr

A voi lo slideshow: link

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